Tecnica di guida di una supermoto
Trovo lo spunto per aprire questo piccolo trattato di guida del supermotard da un recente thread che e’ avvenuto in uno dei miei forum dedicati all’argomento motociclistico; infatti sempre piu’ persone , come me , passano al supermotard per svariati motivi , tra i quali posso elencare:
- costi per giornate in pista piu’ che dimezzati rispetto alle supersportive da corsa
- utilizzo del mezzo anche in strada su tutti i tipi di tracciati, tortuosi, sterrati, strade dissestate
- minor costo dei mezzi (se parliamo di quelli stradali) rispetto alle supersoportive
- oltre che la qualita’, il fascino, di questo tipo di sport ancora un po’ grezzo e per questo piu’ vero
Il motard nasce dicono in Francia, ma qui qualcuno puo’ parlare meglio di questa cosa:
http://it.wikipedia.org/wiki/Supermotard
http://wikipedia.org/wiki/Supermotard (ENG)
Non essendo molto affermato sulla storia, e non volendo dileguarmi in inutili panzane con castronate annesse su chi inizio’ e come fece, passo all’argomento di interesse, la guida, la tecnica.
Le moto
Le moto usate per questo sport sono di 2 cilindrate in genere, si parla di 450 / 550, vi sono anche modelli 125, 400, 600 cc ma non sono molto utilizzate nei circuiti; per le 600 si preferisce definirle motard stradali (o motardone) e per le 400 moto entry level data la scarsa potenza (come le 125). Tutti i tipi di moto sopracitati sono monocilindrici (ktm, husqvarna, vor, valenti, aprilia, honda, husaberg, sono tutti produttori), i telai e in generale le moto sono di derivazione crossistica, quindi alte e con sospensioni molto lunghe. Per il motard si usano cerchi a raggi e ruote piu’ piccole gommate strada, quindi con pneumatici da asfalto (non terra!), e ognuno qui si puo’ sbizzarrire nelle piu’ svariate forme di configurazioni partendo da un cross e montando un kit motard o partendo da un motard blando e migliorandolo sia di motore che di impianto freni / sospensioni, utilizzando i pezzi aftermarket che vi sono sul mercato.
Le piste
In italia ve ne sono molte, derivate pressoche’ da tracciati da kart dato che il motard non e’ propriamente una disciplina di velocita’ anche se ultimamente si spinge forte (200 kmh in pista in spagna nel campionato supermoto). La cosa importante da sapere e’ che le piste sono generalmete costruite sul 70% asfalto e 30% sterrato. Questo fa si di aumentare la spettacolarita’ della disciplina poiche’ richiede doti differenti nell’utilizzo della moto su asfalto rispetto alla terra.
La tecnica di guida di una supermoto
Come vuole essere guidata una supermoto ? Il termine corretto sarebbe “domata”, data il suo carattere scorbutico che emerge dal monocilindrico molto spinto.
La posizione in sella deve essere logicamente avanti, o al limite al centro, questo per favorire lo spostamento del peso sulla ruota davanti per eliminare la tendenza a sollevare l’avantreno in accellerazione e favorire lo spostamento verso l’esterno curva del posteriore in entrata (la famosa derapata). Le braccia e i gomiti devono essere alti, per bilanciare meglio la moto e per domare meglio ogni sua scontrosita’ nell’affrontare le varie fasi di percorrenza e entrata di curva. Miraccomando, busto in avanti e tirare di braccia in accellerazione.
La curva deve essere effettuata piegando il manubrio verso l’interno curva rimanendo in linea con la moto, nn e’ affatto producente infatti inclinarsi verso l’interno come nelle supersportive, ma anzi penalizza la guidabilita’; occorre infatti rimanere in linea con la moto o al limite essere da contrappeso quindi con busto quasi eretto e moto sdraiata. La gamba che sta all’interno della curva si sposta leggermente dalla pedana andando a cercare l’asfalto (ma mai dritta come il cross) questo favorisce la guida al limite, siamo in grado in fatti di sollevare la moto con la spinta della gamba in caso di scivolamento delle ruote per limite di aderenza. Sulla pedana esterna invece va impressa una leggera forza per controbilanciare la moto e per schiacciar il posteriore al terreno imprimento maggior aderenza al pneumatico.
L’entrata in curva va effettuata con le “pinze”, siamo su una moto monocilindrica che ha un freno motore molto elevato e che e’ molto brusca nelle sue risposte ai nostri comandi. Noteremo infatti la tendenza a derapare se dal rettilineo scaleremo anche solo una marcia prima di entrare in curva. L’importante e’ provare con calma e usare la frizione. Derapare e’ inutile nelle curve guidate, quelle veloci, che richiedono di scalare magari una sola marcia favorendo la percorrenza. Avere una piccola/grande derapata conviene nelle curve strette dopo rettilinei veloci, qui ci favorira’ l’ingresso e la velocita’ a centro curva. Ma come si fa, spiegarlo e’ semplice, farlo un po’ meno, viene di solito con il tempo e la passione, e il cuore… si e il pelo sullo stomaco! Si inizia a frenare con l’anteriore spostandosi con il busto in linea con la moto e contemporaneamente scalando le marce per affrontare la curva, tutte insieme! Quindi ipotizzando di fare una curva in seconda e arrivando da un rettilino da quarta faremo queste cose:
- freniamo forte con l’anteriore
- scaliamo 2 marce
- rilasciamo il 70% della frizione in modo che la ruota posteriore giri a una velocita’ inferiore a quella davanti ma non sia bloccata
- utilizzaremo un filino il freno posteriore per favorire all’inizio il movimento del posteriore verso l’eterno, ma poi rilasceremo subito il freno.
Se siamo riusciti a fare tutto correttamente la moto iniziera’ a derapare verso l’esterno della curva e ci verra’ naturale controsterzare un poco per correggere la traiettoria, la frizione va rilasciata quando saremo in procinto di curvare e quindi avremo raggiunto la velocita’ corretta e la derapata sara’ ormai “rientrata” in linea con la traiettoria, non dobbiamo infatti in questi momenti forzare la curva poiche’ andremo per terra come salami, o verremo catapultati via sulle tribune. Chi e’ bravo durante la fase di derapata porta anche il piede interno sull’asfalto, ma stiamo parlando di derapate con modo in piega, all’inizio non le farete di certo.
La percorrenza in curva va con un filo di gas e la frizione a portata di mano per correggere il motore, occhio a non aprire di botto perche’ si slitta facilmente o ci si alza l’avantreno.
Sui rettilinei si e’ soliti inclinarsi in avanti sotto al manubrio ingobbendosi con la schiena e andando leggermente indientro con il sedere sulla sella, al momento della staccata tutto tornera’ come prima e rifaremo la stessa procedura per innescare la derapata.
Lo sterrato, va preso con le pinze, vanno sfruttati i punti esterni delle curve poiche’ la terra’ e’ piu’ battuta e abbiamo gomme da asfalto e dosiamo molto il gas, volendo usando marce piu’ alte pe limitare la nervosita’ della moto. Al momento del salto e’ necessario alzarsi sulle pedane mantenendo le gambe leggermente incuvate (no dritti come marines), e se seguendo il salto con il corpo (avete presente come saltano quelli a cavallo ?) senza lasciare le manopole e cercando di restare sulle pedane; se in fase di salto siamo troppo bassi con il sedere la sella ci sbattera’ contro lanciandoci in avanti, se siamo troppo avanti ci “impunteremo” in fase di atterraggio. E’ buona regola mentre si e’ in salto di sgasare per scalare marcie se dopo vi e’ una curva stretta o per alzare l’avantreno. E’ infatti vero che sgasando a marcia inserita durante il salto la ruota posteriore imprimera’ una forza che fara’ alzare leggermente il becco della nostra moto in decollo, se vogliamo l’effetto contrario dovremo dare una pestata sul freno posteriore. Buona regola dice che frenando la moto va velocemente a picco, mentre accellerando l’effetto ‘ minore sulla cabrata.
L’uscita dallo sterrato e’ importante poiche’ avremo le ruote piene di sabbia e saremo sull’asfalto piu’ viscido della pista, anche qui dosare e dosare, non dare nulla per scontato nelle prime due cruve da affrontare.
Questo e’ tutto quello che so, lascio a voi tutti la visione di questo video del campione supermoto Iddon.
e qualche foto
e’ tutto, buon supermotard!
A completare le parole di un vero pilota si supermotard che ha gentilmente letto questo articolo.
ciao ragazzi!
Molto simpatica come spiegazione, un pò grossolana ma rende la giusta idea dello stile di guida spermotard. Vorrei solo fare due precisazioni (altrettanto in maniera sintetica).
La prima riguarda il freno posteriore che viene utilizzato durante l’intera durata della frenata, a meno che il freno motore non sia così forte da rendere il suo intervento inutile (caso raro).
Dato che nei salti non ci si può permettere di sbagliare vorrei darvi alcuni consigli che vi semplificheranno la vita, ma soprattutto vi renderanno la manovra del salto molto più sicura.
1- affrontare il salto assumento la corretta posizione in piedi, gambe semiflesse che fasciano la moto, baricentro del corpo centrale, busto leggermente piegato in avanti, gomiti alti (mantenendo in linea mani, posi,gomiti ) ;
2- accertarsi di affrontare il salto con entrambe le ruote allineate ;
3- accertarsi di mantenere il comando del gas azionato (almeno mantenendo costante il n. di giri) lungo tutta la rampa del salto, lo si può rilasciare soltanto quando la ruota posteriore si stacca dalla rampa ;
4- mantenere lungo la rampa le braccia “sciolte” in modo che possano seguire l’andamento della rampa senza imprimere forza sul manubrio.
Mettendo in atto gli accorgimenti 3 e 4 si allontana il rischio di venir sbilanciati verso l’avantreno (pericolo + grande).
Una volta staccati dalla rampa ci si porta in posizione centrale, utilizzando i comandi correttamente per ritornare ad un assetto centrale.
L’atterraggio del salto va effettuato ammortizzando in minima parte con le gambe, lasciando quindi che siano maggiormente le sospensioni della moto a subire l’impatto.
Spero di esservi stato utile,
un salutone a tutti!
Gianni Borgiotti www.offlimitsupermoto.it
Grazie Gianni


Noto con piacere che oltre a condividere il mio pensiero sugli ultras, c’è anche la passione delle (super)moto in comune… ^_^
eh deve essere cosi’… se ti piacciono le supermono e il cross e’ difficile che concepisci la domenica per chiuderti in un catino a urlare cavolate a 22 persone con le maglie a strisce…
Buhahahaha!!! Verità sacrosanta!!!
giustissimo!!
w le supermoto!!!
ah!ah!ah!
(k va piano, va sano e va lontano, k va forte……. arriva prima!!!)
Bell’articolo…… da quando ho iniziato a fare motard non tornerei alle sportive neanche pagato…. però devo farti notare un errore…. L’aprilia, sia il 450 che il 550, sono bicilindriche e a iniezione
Ottimo articolo!…..parole sante!
scusa ma sullo sterrato il freno davanti nn si usa MAI vero?
mmm, io dico che si usa
altrimenti le moto da cross non avrebbero freni
intendevo nel motard…
lo so, lo avevo capito, e infatti ti ho detto “altrimenti le moto da cross non avrebbero i freni” per farti capire che il freno anteriore va usato comunque.
la difficolta’ sta nel fatto che gli impianti frenanti del motard soo molto piu’ potenti di quelli del cross, percui bisogna stare attenti a toccare le leve, frenare meno e guidare piu’ tondi possibile sulla terra, ma il freno in se si usa sempre sia ant che post.
ok scusa x il fraintendimento grazie mille gentilissimo!
ciao ragazzi!
Molto simpatica come spiegazione, un pò grossolana ma rende la giusta idea dello stile di guida spermotard. Vorrei solo fare due precisazioni (altrettanto in maniera sintetica).
La prima riguarda il freno posteriore che viene utilizzato durante l’intera durata della frenata, a meno che il freno motore non sia così forte da rendere il suo intervento inutile (caso raro).
Dato che nei salti non ci si può permettere di sbagliare vorrei darvi alcuni consigli che vi semplificheranno la vita, ma soprattutto vi renderanno la manovra del salto molto più sicura.
1- affrontare il salto assumento la corretta posizione in piedi, gambe semiflesse che fasciano la moto, baricentro del corpo centrale, busto leggermente piegato in avanti, gomiti alti (mantenendo in linea mani, posi,gomiti ) ;
2- accertarsi di affrontare il salto con entrambe le ruote allineate ;
3- accertarsi di mantenere il comando del gas azionato (almeno mantenendo costante il n. di giri) lungo tutta la rampa del salto, lo si può rilasciare soltanto quando la ruota posteriore si stacca dalla rampa ;
4- mantenere lungo la rampa le braccia “sciolte” in modo che possano seguire l’andamento della rampa senza imprimere forza sul manubrio.
Mettendo in atto gli accorgimenti 3 e 4 si allontana il rischio di venir sbilanciati verso l’avantreno (pericolo + grande).
Una volta staccati dalla rampa ci si porta in posizione centrale, utilizzando i comandi correttamente per ritornare ad un assetto centrale.
L’atterraggio del salto va effettuato ammortizzando in minima parte con le gambe, lasciando quindi che siano maggiormente le sospensioni della moto a subire l’impatto.
Spero di esservi stato utile,
un salutone a tutti!
Gianni Borgiotti
Ciao Gianni grazie del commento, ci conosciamo, sono l’amico di mauro ( http://www.gsmotorrad.com ) e ci siamo visti piu’ volte in pista a ottobiano
grazie tante del commento non pensavo nemmeno piu’ qualcuno leggesse questo blog
come ci sei arrivato ?